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2 Samuel 12
Italian CEI 2008
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1
Il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città uno ricco e l’altro povero.
2
Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero
3
mentre il povero non aveva nulla se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia.
4
Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui».
5
Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore chi ha fatto questo è degno di morte.
6
Pagherà quattro volte il valore della pecora per aver fatto una tal cosa e non averla evitata».
7
Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore Dio d’Israele: “Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul
8
ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda e se questo fosse troppo poco io vi aggiungerei anche altro.
9
Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l’Ittita hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti.
10
Ebbene la spada non si allontanerà mai dalla tua casa poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Ittita”.
11
Così dice il Signore: “Ecco io sto per suscitare contro di te il male dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro che giacerà con loro alla luce di questo sole.
12
Poiché tu l’hai fatto in segreto ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”».
13
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai.
14
Tuttavia poiché con quest’azione tu hai insultato il Signore il figlio che ti è nato dovrà morire».
15
Natan tornò a casa. Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide e il bambino si ammalò gravemente.
16
Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino si mise a digiunare e quando rientrava per passare la notte dormiva per terra.
17
Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra ma egli non volle e non prese cibo con loro.
18
Ora il settimo giorno il bambino morì e i servi di Davide temevano di annunciargli che il bambino era morto perché dicevano: «Ecco quando il bambino era ancora vivo noi gli abbiamo parlato e non ha ascoltato le nostre parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Farà di peggio!».
19
Ma Davide si accorse che i suoi servi bisbigliavano fra loro comprese che il bambino era morto e disse ai suoi servi: «è morto il bambino?». Quelli risposero: «è morto».
20
Allora Davide si alzò da terra si lavò si unse e cambiò le vesti; poi andò nella casa del Signore e si prostrò. Rientrato in casa chiese che gli portassero del cibo e mangiò.
21
I suoi servi gli dissero: «Che cosa fai? Per il bambino ancora vivo hai digiunato e pianto e ora che è morto ti alzi e mangi!».
22
Egli rispose: «Quando il bambino era ancora vivo digiunavo e piangevo perché dicevo: “Chissà? Il Signore avrà forse pietà di me e il bambino resterà vivo”.
23
Ma ora egli è morto: perché digiunare? Potrei forse farlo ritornare? Andrò io da lui ma lui non tornerà da me!».
24
Poi Davide consolò Betsabea sua moglie andando da lei e giacendo con lei: così partorì un figlio che egli chiamò Salomone. Il Signore lo amò
25
e mandò il profeta Natan perché lo chiamasse Iedidià per ordine del Signore.
26
Intanto Ioab assalì Rabbà degli Ammoniti si impadronì della città regale
27
e inviò messaggeri a Davide per dirgli: «Ho assalito Rabbà e mi sono già impadronito della città delle acque.
28
Ora raduna il resto del popolo accàmpati contro la città e prendila; altrimenti se la prendessi io porterebbe il mio nome».
29
Davide radunò tutto il popolo si mosse verso Rabbà le diede battaglia e la occupò.
30
Prese dalla testa di Milcom la corona che pesava un talento d’oro e aveva una pietra preziosa; essa fu posta sulla testa di Davide. Egli ricavò dalla città un bottino molto grande.
31
Ne fece uscire gli abitanti e li impiegò alle seghe ai picconi di ferro e alle asce di ferro e li trasferì alle fornaci da mattoni; allo stesso modo trattò tutte le città degli Ammoniti. Poi Davide tornò a Gerusalemme con tutta la sua gente.
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