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Genesis 32
Genesis 32
Italian CEI 2008
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1
Làbano si alzò di buon mattino baciò i figli e le figlie e li benedisse. Poi partì e ritornò a casa.
2
Mentre Giacobbe andava per la sua strada gli si fecero incontro gli angeli di Dio.
3
Giacobbe al vederli disse: «Questo è l’accampamento di Dio» e chiamò quel luogo Macanàim.
4
Poi Giacobbe mandò avanti a sé alcuni messaggeri al fratello Esaù nella regione di Seir la campagna di Edom.
5
Diede loro questo comando: «Direte al mio signore Esaù: “Dice il tuo servo Giacobbe: Sono restato come forestiero presso Làbano e vi sono rimasto fino ad ora.
6
Sono venuto in possesso di buoi asini e greggi di schiavi e schiave. Ho mandato a informarne il mio signore per trovare grazia ai suoi occhi”».
7
I messaggeri tornarono da Giacobbe dicendo: «Siamo stati da tuo fratello Esaù ora egli stesso sta venendoti incontro e ha con sé quattrocento uomini».
8
Giacobbe si spaventò molto e si sentì angustiato; allora divise in due accampamenti la gente che era con lui il gregge gli armenti e i cammelli.
9
Pensava infatti: «Se Esaù raggiunge un accampamento e lo sconfigge l’altro si salverà».
10
Giacobbe disse: «Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco Signore che mi hai detto: “Ritorna nella tua terra e tra la tua parentela e io ti farò del bene”
11
io sono indegno di tutta la bontà e di tutta la fedeltà che hai usato verso il tuo servo. Con il mio solo bastone avevo passato questo Giordano e ora sono arrivato al punto di formare due accampamenti.
12
Salvami dalla mano di mio fratello, dalla mano di Esaù perché io ho paura di lui: che egli non arrivi e colpisca me e senza riguardi, madri e bambini!
13
Eppure tu hai detto: “Ti farò del bene e renderò la tua discendenza tanto numerosa come la sabbia del mare che non si può contare”».
14
Giacobbe rimase in quel luogo a passare la notte. Poi prese da ciò che gli capitava tra mano un dono per il fratello Esaù:
15
duecento capre e venti capri duecento pecore e venti montoni
16
trenta cammelle che allattavano con i loro piccoli quaranta giovenche e dieci torelli venti asine e dieci asinelli.
17
Egli affidò ai suoi servi i singoli branchi separatamente e disse loro: «Passate davanti a me e lasciate una certa distanza tra un branco e l’altro».
18
Diede quest’ordine al primo: «Quando ti incontrerà Esaù mio fratello e ti domanderà: “A chi appartieni? Dove vai? Di chi sono questi animali che ti camminano davanti?”
19
tu risponderai: “Di tuo fratello Giacobbe; è un dono inviato al mio signore Esaù ecco egli stesso ci segue”».
20
Lo stesso ordine diede anche al secondo e anche al terzo e a quanti seguivano i branchi: «Queste parole voi rivolgerete ad Esaù quando lo incontrerete;
21
gli direte: “Anche il tuo servo Giacobbe ci segue”». Pensava infatti: «Lo placherò con il dono che mi precede e in seguito mi presenterò a lui; forse mi accoglierà con benevolenza».
22
Così il dono passò prima di lui mentre egli trascorse quella notte nell’accampamento.
23
Durante quella notte egli si alzò prese le due mogli le due schiave i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok.
24
Li prese fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi.
25
Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora.
26
Vedendo che non riusciva a vincerlo lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui.
27
Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò se non mi avrai benedetto!».
28
Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe».
29
Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!».
30
Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse.
31
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero - disse - ho visto Dio faccia a faccia eppure la mia vita è rimasta salva».
32
Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca.
33
Per questo gli Israeliti fino ad oggi non mangiano il nervo sciatico che è sopra l’articolazione del femore perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.
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