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2 Kings 4
2 Kings 4
Italian CEI 2008
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1
Una donna una delle mogli dei figli dei profeti gridò a Eliseo: «Mio marito, tuo servo è morto; tu sai che il tuo servo temeva il Signore. Ora è venuto il creditore per prendersi come schiavi i miei due bambini».
2
Eliseo le disse: «Che cosa posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa». Quella rispose: «In casa la tua serva non ha altro che un orcio d’olio».
3
Le disse: «Va’ fuori a chiedere vasi da tutti i tuoi vicini: vasi vuoti e non pochi!
4
Poi entra in casa e chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli. Versa olio in tutti quei vasi e i pieni mettili da parte».
5
Si allontanò da lui e chiuse la porta dietro a sé e ai suoi figli; questi le porgevano e lei versava.
6
Quando i vasi furono pieni disse a suo figlio: «Porgimi ancora un vaso». Le rispose: «Non ce ne sono più ». L’olio cessò.
7
Ella andò a riferire la cosa all’uomo di Dio che le disse: «Va’ vendi l’olio e paga il tuo debito; tu e i tuoi figli vivete con quanto ne resterà».
8
Un giorno Eliseo passava per Sunem ove c’era un’illustre donna che lo trattenne a mangiare. In seguito tutte le volte che passava si fermava a mangiare da lei.
9
Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio un santo colui che passa sempre da noi.
10
Facciamo una piccola stanza superiore in muratura mettiamoci un letto un tavolo una sedia e un candeliere; così venendo da noi vi si potrà ritirare».
11
Un giorno che passò di lì si ritirò nella stanza superiore e si coricò.
12
Egli disse a Giezi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò e lei si presentò a lui.
13
Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: “Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di parlare in tuo favore al re o al comandante dell’esercito?”». Ella rispose: «Io vivo tranquilla con il mio popolo».
14
Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio».
15
Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò ella si fermò sulla porta.
16
Allora disse: «L’anno prossimo in questa stessa stagione tu stringerai un figlio fra le tue braccia». Ella rispose: «No mio signore uomo di Dio non mentire con la tua serva».
17
Ora la donna concepì e partorì un figlio nel tempo stabilito in quel periodo dell’anno come le aveva detto Eliseo.
18
Il bambino crebbe e un giorno uscì per andare dal padre presso i mietitori.
19
Egli disse a suo padre: «La mia testa la mia testa!». Il padre ordinò a un servo: «Portalo da sua madre».
20
Questi lo prese e lo portò da sua madre. Il bambino sedette sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno poi morì.
21
Ella salì a coricarlo sul letto dell’uomo di Dio; chiuse la porta e uscì.
22
Chiamò il marito e gli disse: «Mandami per favore uno dei servi e un’asina; voglio correre dall’uomo di Dio e tornerò subito».
23
Quello domandò: «Perché vuoi andare da lui oggi? Non è il novilunio né sabato». Ma lei rispose: «Addio».
24
Sellò l’asina e disse al proprio servo: «Conducimi cammina non trattenermi nel cavalcare a meno che non te lo ordini io».
25
Si incamminò giunse dall’uomo di Dio sul monte Carmelo. Quando l’uomo di Dio la vide da lontano disse a Giezi suo servo: «Ecco la Sunammita!
26
Su corrile incontro e domandale: “Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?”». Quella rispose: «Bene!».
27
Giunta presso l’uomo di Dio sul monte gli afferrò i piedi. Giezi si avvicinò per tirarla indietro ma l’uomo di Dio disse: «Lasciala stare, perché il suo animo è amareggiato e il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l’ha rivelato».
28
Ella disse: «Avevo forse domandato io un figlio al mio signore? Non ti dissi forse: “Non mi ingannare”?».
29
Eliseo disse a Giezi: «Cingi i tuoi fianchi prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno non salutarlo; se qualcuno ti saluta non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo».
30
La madre del ragazzo disse: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita non ti lascerò». Allora egli si alzò e la seguì.
31
Giezi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo ma non c’era stata voce né reazione. Egli tornò incontro a Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è svegliato».
32
Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto coricato sul letto.
33
Egli entrò chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore.
34
Quindi salì e si coricò sul bambino; pose la bocca sulla bocca di lui gli occhi sugli occhi di lui le mani sulle mani di lui si curvò su di lui e il corpo del bambino riprese calore.
35
Quindi desistette e si mise a camminare qua e là per la casa; poi salì e si curvò su di lui. Il ragazzo starnutì sette volte poi aprì gli occhi.
36
Eliseo chiamò Giezi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La chiamò e quando lei gli giunse vicino le disse: «Prendi tuo figlio!».
37
Quella entrò cadde ai piedi di lui si prostrò a terra prese il figlio e uscì.
38
Eliseo tornò a Gàlgala. Nella regione c’era carestia. Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui egli disse al suo servo: «Metti la pentola grande e cuoci una minestra per i figli dei profeti».
39
Uno di essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi nella pentola della minestra non sapendo che cosa fossero.
40
Si versò da mangiare agli uomini che appena assaggiata la minestra gridarono: «Nella pentola c’è la morte uomo di Dio!». Non ne potevano mangiare.
41
Allora Eliseo ordinò: «Andate a prendere della farina». Versatala nella pentola disse: «Danne da mangiare a questa gente». Non c’era più nulla di cattivo nella pentola.
42
Da Baal-Salisà venne un uomo che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente».
43
Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
44
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare secondo la parola del Signore.
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