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Acts 16
Italian CEI 2008
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1
Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco:
2
era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio.
3
Paolo volle che partisse con lui lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
4
Percorrendo le città trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme perché le osservassero.
5
Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
6
Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galazia poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.
7
Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro;
8
così lasciata da parte la Mìsia scesero a Tròade.
9
Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedonia e aiutaci!».
10
Dopo che ebbe questa visione subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.
11
Salpati da Tròade facemmo vela direttamente verso Samotràcia e il giorno dopo verso Neàpoli
12
e di qui a Filippi colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni.
13
Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume dove ritenevamo che si facesse la preghiera e dopo aver preso posto rivolgevamo la parola alle donne là riunite.
14
Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia commerciante di porpora, della città di Tiàtira una credente in Dio e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.
15
Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.
16
Mentre andavamo alla preghiera venne verso di noi una schiava che aveva uno spirito di divinazione: costei facendo l’indovina procurava molto guadagno ai suoi padroni.
17
Ella si mise a seguire Paolo e noi gridando: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo e vi annunciano la via della salvezza».
18
Così fece per molti giorni finché Paolo mal sopportando la cosa si rivolse allo spirito e disse: «In nome di Gesù Cristo ti ordino di uscire da lei». E all’istante lo spirito uscì.
19
Ma i padroni di lei vedendo che era svanita la speranza del loro guadagno presero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza principale davanti ai capi della città.
20
Presentandoli ai magistrati dissero: «Questi uomini gettano il disordine nella nostra città sono Giudei
21
e predicano usanze che a noi Romani non è lecito accogliere né praticare».
22
La folla allora insorse contro di loro e i magistrati fatti strappare loro i vestiti ordinarono di bastonarli
23
e dopo averli caricati di colpi li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia.
24
Egli ricevuto quest’ordine li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.
25
Verso mezzanotte Paolo e Sila in preghiera cantavano inni a Dio mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli.
26
D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
27
Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte del carcere tirò fuori la spada e stava per uccidersi pensando che i prigionieri fossero fuggiti.
28
Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male siamo tutti qui».
29
Quello allora chiese un lume si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila;
30
poi li condusse fuori e disse: «Signori che cosa devo fare per essere salvato?».
31
Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia».
32
E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
33
Egli li prese con sé a quell’ora della notte ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi;
34
poi li fece salire in casa apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.
35
Fattosi giorno i magistrati inviarono le guardie a dire: «Rimetti in libertà quegli uomini!».
36
Il carceriere riferì a Paolo questo messaggio: «I magistrati hanno dato ordine di lasciarvi andare! Uscite dunque e andate in pace».
37
Ma Paolo disse alle guardie: «Ci hanno percosso in pubblico e senza processo pur essendo noi cittadini romani e ci hanno gettato in carcere; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro di persona a condurci fuori!».
38
E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All’udire che erano cittadini romani si spaventarono;
39
vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di andarsene dalla città.
40
Usciti dal carcere si recarono a casa di Lidia dove incontrarono i fratelli, li esortarono e partirono.
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